Bruncu Spina

Genius Loci

Ci fu l'occasione di condividere una vacanza invernale con mio padre, al Gennargentu, sotto la neve. Mai eravamo stati insieme in Barbagia, né tanto meno al centro delle montagne del Nuorese. Feci una breve ricerca on line e mi comparì il rifugio del Bruncu Spina, verso i 1850 metri di quota, la seconda cima della Sardegna, già ricoperta di neve (tanto che i proprietari del rifugio dovettero anche soccorrermi, agganciando la mia berlina, poco attrezzata per quei percorsi di ghiaccio e di neve, con la jeep di servizio) Conobbi così l'uomo di Fonni, l'austero Raffaele Cugusi, antico bisnipote di quell'omonimo Raffaele Cugusi che guidò, nel 1814, unica guida alpina dell'isola, il generale La Marmora del regio esercito sardo piemontese, alla conquista del Gennargentu, ed a cui diede pure il nome, punta La Marmora. Il Cugùsi si mostrava molto fiero di questo e si vantava di come tutto quel territorio montano e boschivo avrebbe dovuto pur portargli rispetto considerandosi, egli, oltreché genius loci della montagna anche l'effettivo dominus del territorio, pur vessato da multe e fastidiose sanzioni burocratiche, che lo costringevano troppo spesso a recarsi a Nuoro, per tentare inutili difese legali. Il Cugùsi fece subito amicizia con mio padre trovando una complice affinità con quel sardo romano che non aveva dimenticato l'antico idioma comune e le regole di quella società! I bollettini metereologici annunciarono per giorni precipitazioni e peggioramento della situazione climatica. Così che, da una mattina in poi, imbiancato tutto il Gennargentu, rimanemmo isolati quasi fuori del mondo. Il Cugùsi e la sua famiglia riuscivano a fare la spesa, a Desulo od a Fonni, per i due soli ospiti del rifugio, io e mio padre. Mentre fuori fioccava, gustavamo la polenta, con salcicce, maiali e formaggi della casa. Quella indimenticabile vacanza mi costò poi una successiva, drastica dieta ipocalorica alimentare, quando rientrammo a Roma in primavera!

Riguardo all'autore
Antonello Baranta