Capo Vaticano

Genius Loci

Saranno stati i primi anni Settanta quando e grazie l'amicizia dei fratelli Pugliese, facenti parte del complesso GN Group, in cui ero pure vocalista e seconda voce, e per una serie di circostanze, che scoprii il comprensorio di Capo Vaticano, nel comune di San Nicolò di Ricadi, allora provincia di Catanzaro, ora Vibo Valentia. 

Di Capo Vaticano, già “buen retiro” dello scrittore Giuseppe Berto, mi colpirono, innanzi tutto il faro, che ne sormonta lo sperone, le lunghe (allora) e sabbiose spiagge di Tonicello, il camping Fiorina (dove decisi di passare le mie vacanze) e lo scoglio del Vàdaro, 800 metri al largo, e meta designata della mie nuotate mattutine. 

Ma il Capo Vaticano è anche discesa a mare tra orti, campi, giardini e siepi di rovi. Profumati di acri e gentili aromi selvaggi e primitivi, gli odori delle more e della macchia mediterranea, i sapori dei fichi d'India appena colti sul viottolo polveroso. Il suono di un jukebox, lontano, magari in qualche campeggio o al di là della falesia a Santa Maria. Gli odori di Santa Domenica, attraversata in un giorno di festa. La trattoria a mare, di un vecchio pescatore, che sapeva come saziare l'appetito di un giovane ventenne!

Riguardo all'autore
Antonello Baranta