Chi Siamo ?
4 amici, una bottiglia d’annata, del buon cibo e un resort immerso nel verde. Così è nato WineFi, un progetto di condivisione di passioni e tradizioni tutte italiane. L’obiettivo è offrire a tutti uno strumento semplice e intuitivo per permettere di conoscere meglio prodotti e territori, organizzare viaggi enoturistici e comprare vini e prodotti tipici del territorio comodamente da casa. Nasce così WineFi, una app, collegata a un portale interattivo, per avere sempre a disposizione le più importanti informazioni sul mondo del vino e della gastronomia italiani. Grazie alla funzione di geolocalizzazione della app, gli utenti possono infatti entrare in contatto con le migliori strutture del territorio e scoprire i diversi prodotti e servizi offerti, in tempo reale, ovunque si trovano, con un semplice clic. A garanzia della qualità di tutte le specifiche a disposizione, è stato scelto un comitato scientifico d’eccellenza, presieduto dalla firma enogastronomica di punta del nostro paese, Stefania Vinciguerra, affiancata da specialisti del settore di fama nazionale.
Vino

Vinitaly Design Int’l Packaging Competition 2019, i vincitori

“Il tema del packaging è sempre più centrale, con il design che integra la comunicazione del vino”, questo lo spirito del Vinitaly Design Int’l Packaging Competition, espresso dal presidente di giuria Cristiano Seganfreddo dopo l’assegnazione dei premi della 23^ edizione del concorso, svoltasi la settimana scorsa a Verona. La competizione, organizzata da Veronafiere/Vinitaly ha lo scopo di evidenziare il miglior abbigliaggio dei vini, dei distillati, dei liquori, delle birre e degli oli extra vergine d’oliva (bottiglia, chiusura, capsula, etichetta, collarino, ecc.) premiando e stimolando lo sforzo delle aziende al continuo miglioramento della propria immagine. La realizzazione del concorso integra il progetto del nuovo salone Vinitaly Design all’interno di Vinitaly (7-10 aprile – www.vinitaly.com). “Veronafiere promuove una nuova visione del vino, perché la progettazione dell’immagine risponde sia alle richieste del consumatore, sia delle cantine di promuovere in maniera adeguata i propri prodotti anche sui social e in mercati diversi tra loro per cultura e sensibilità”, spiega Seganfreddo. Per questo, ha concluso Seganfreddo, “occorre abbandonare i facili riferimenti al passato”, come ha fatto la cantina siciliana Palmento Costanzo, vincitrice del premio speciale Etichetta dell’anno 2019, che con il suo Etna Rosso Contrada Santo Spirito ha proposto “un legame non convenzionale e retorico” con l’Etna. I campioni iscritti al 23° Vinitaly Design International Packaging Competition sono stati 255, distribuiti nelle 13 categorie previste dal regolamento, con l’aggiunta, da quest’anno, della birra e della categoria vermouth e altri vini aromatizzati. Nuovo anche il premio “Etichetta GDO”, assegnato alla bottiglia che secondo la giuria meglio risponde all’esigenza di emergere sullo scaffale della grande distribuzione. Vincitore 2019 è il Montepulciano d'Abruzzo doc Costa del Mulino 2015 della Cantina Frentana in provincia di Chieti. Le bottiglie vincitrici saranno esposte durante Vinitaly, nella Galleria Arena tra i Padiglioni 6 e 7, in una speciale esposizione allestita con gli arredi e i complementi proposti dagli espositori di Vinitaly Design, per riprodurre i luoghi del consumo e della degustazione dei vini. Oltre al presidente di giuria Cristiano Seganfreddo, innovatore e imprenditore creativo, esperto internazionale di design, la commissione dell’edizione 2019 del concorso è stata composta da: Alessandra Corsi (direttore marketing GDO), Luca Fois (designer), Paolo Massobrio (giornalista) e Chiara Tomasi (designer). Di seguito tutti i vincitori Premio speciale "Etichetta dell'anno 2019" Il premio speciale "Etichetta dell'anno 2019" è stato attribuito dalla giuria con la seguente motivazione: "Vino e territorio: un legame non convenzionale e retorico per l’Etna Rosso 2015, Contrada Santo Spirito di Palmeto Costanzo. La bottiglia supera i limiti della banalità compositiva con una scelta efficace dei materiali e delle forme. Dalla scelta della pasta opaca del vetro che dona leggerezza quanto forza, alla modanatura vulcanica con una finitura di pietra lavica speciale dell’etichetta. Un progetto completo e riuscito che rilascia i sapori e di toni dell’Etna e della terra Siciliana" ETNA DOC ROSSO "CONTRADA SANTO SPIRITO" 2015Palmento Costanzo S.r.l. Società Agricola - CataniaGrafica: Spazio di Paolo - Case Zampetta (PE) Premio speciale "Packaging 2019" AZIENDA AGRICOLA GIOVANNI GIUSEPPE LUDOVICO - MOTTOLA (TA)Grafica: Spazio di Paolo - Case Zampetta (PE) Premio speciale “Immagine coordinata 2019” TENUTA GORGHI TONDI S.A.S. - MARSALA (TP)Grafica: Alias Communication and Design - Palermo Premio speciale "Etichetta GDO 2019" MONTEPULCIANO D'ABRUZZO DOC "COSTA DEL MULINO" 2015Cantina Frentana - Rocca San Giovanni (CH)Grafica: Dispenser Studio - Vasto (CH) Categoria 1: confezioni di vini bianchi tranquilli a denominazione di origine e a indicazione geografica • Etichetta d'Oro UMBRIA IGT BIANCO VINO BIOLOGICO 2017Azienda Agricola Sartago S.S. - Orvieto (TR) • Etichetta d'Argento PUGLIA IGP TREBBIANO "AMFOREAS" 2017Azienda Agricola Giovanni Giuseppe Ludovico - Mottola (TA)Grafica: Spazio di Paolo - Case Zampetta (PE) • Etichetta di Bronzo TREVENEZIE IGT TRAMINER AROMATICOIl Drago e la Fornace S.r.l. - Colle di Val d'Elsa (SI)Grafica: Valentina Cresti & Associati - Colle di Val d'Elsa (SI) Categoria 2: confezioni di vini dolci naturali e di vini liquorosi tranquilli a denominazione di origine e a indicazione geografica • Etichetta d'Oro TERRE SICILIANE IGT BIANCO PASSITO "HEKATE - FEUDO ARANCIO" 2015Nosio S.p.a. - Mezzocorona (TN)Grafica: Officina Grafica S.r.l. - Firenze Categoria 3: confezioni di vini rosati tranquilli a denominazione di origine e a indicazione geografica • Etichetta d'Oro VALTENESI RIVIERA DEL GARDA CLASSICO DOP CHIARETTO 2017Cà Maiol S.r.l. Soc. Agr. - Fossalta di Portogruaro (VE)Grafica: Mumble Design - Cormons (GO) • Etichetta d'Argento CERASUOLO D'ABRUZZO DOC "COSTA DEL MULINO" 2018Cantina Frentana - Rocca San Giovanni (CH)Grafica: Dispenser Studio - Vasto (CH) • Etichetta di Bronzo CERASUOLO D'ABRUZZO DOC "PROPE" 2017Velenosi S.r.l. - Ascoli PicenoGrafica: Spazio di Paolo - Case Zampetta (PE) Categoria 4 - confezioni di vini rossi tranquilli a denominazione d’origine e a indicazione geografica delle annate 2018 e 2017 • Etichetta d'Oro CAMPANIA IGP AGLIANICO "EVOLI" 2017Az. Agr. Cicalese Rossella - Eboli (SA)Grafica: Nju Comunicazione - Eboli (SA) • Etichetta d'Argento PUGLIA IGP SANGIOVESE "TRABACO" 2017Azienda Agricola Giovanni Giuseppe Ludovico - Mottola (TA)Grafica: Spazio di Paolo - Case Zampetta (PE) • Etichetta di Bronzo SICILIA DOC NERO D'AVOLA "COSTE A PREOLA" 2018Tenuta Gorghi Tondi S.a.s. - Marsala (TP)Grafica: Alias S.r.l. - Palermo Categoria 5 - confezioni di vini rossi tranquilli a denominazione d’origine e a indicazione geografica dell’annata 2016 e precedenti • Etichetta d'Oro CAMPANIA IGP AGLIANICO "JÉVULE" 2016Az. Agr. Cicalese Rossella - Eboli (SA)Grafica: Nju Comunicazione - Eboli (SA) • Etichetta d'Argento VENETO IGP ROSSO "SEMPLICEMENTE" 2016Az. Agr. Zymè di Celestino Gaspari - San Pietro in Cariano (VR)Grafica: Advision S.r.l. - Verona • Etichetta di Bronzo COLLI PESARESI DOC CABERNET SAUVIGNON "DON BARTOLO" 2016Colonnara S.c.a. - Cupramontana (AN)Grafica: Judesign di Giuditta Salta - Fano (PU) Categoria 6 - confezioni di vini frizzanti a denominazione d’origine e a indicazione geografica • Etichetta d'Oro PROVINCIA DI MANTOVA IGP LAMBRUSCO FRIZZANTE "LA CITTÀ DEL VINO"Oinoe S.r.l. - Traversetolo (PR)Grafica: NHNP Design - Traversetolo (PR) • Etichetta d'Argento PUGLIA IGP BIANCO FRIZZANTE "MATÌN" 2017Azienda Agricola Giovanni Giuseppe Ludovico - Mottola (TA)Grafica: Spazio di Paolo - Case Zampetta (PE) Categoria 7 - confezioni di vini spumanti prodotti con fermentazione in autoclave (metodo charmat) e con fermentazione in bottiglia (metodo classico) • Etichetta d'Oro TRENTO DOC SPUMANTE EXTRA BRUT ROSÉ 2014Azienda Agricola Francesco Moser - Gardolo di Mezzo (TN)Grafica: Studio Andrea Tomasi & Associati - Trento • Etichetta d'Argento EMILIA IGT NERO SPUMANTE BRUT "IN MOTO CON BRUNO CECI 60's LAMBRUSCO"Cantine Ceci S.p.a. - Torrile (PR) • Etichetta di Bronzo ALTA LANGA DOCG SPUMANTE EXTRA BRUT MILLESIMATO "CUVÉE AURORA" 2014Banfi S.r.l. - Montalcino (SI)Grafica: Officina Grafica S.r.l. - Firenze Categoria 8 - confezioni di distillati provenienti da uve, vinacce, mosto o vino • Etichetta d'Oro GRAPPA PROSECCO "CASTA"Acquavite S.p.a. Distilleria Castagner - Visnà di Vazzola (TV)Grafica: Kryes S.r.l. - Ancona • Etichetta d'Argento ACQUAVITE BARRICATA "FILU FERRU"Dielle S.r.l.s. - Santu Lussurgiu (OR)Grafica: Sogos Francesco Effes - Capoterra (CA) • Etichetta di Bronzo BRANDY RISERVA "1868"Carpenè Malvolti S.p.a. - Conegliano Veneto (TV) Categoria 11 - confezioni di olio extra vergine d’oliva • Etichetta d'Oro OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA "ALCHIMIA"Azienda Agricola Palusci Marina - Pianella (PE)Grafica: Spazio di Paolo - Case Zampetta (PE) • Etichetta d'Argento OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA BIOLOGICO "CIURICIURI"Azienda Agricola Carrube di Caccia di Giovanna Graziano - PalermoGrafica: Alias Communication and Design - Palermo • Etichetta di Bronzo OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA "1229"Capponi - Pianella (PE)Grafica: Stefano Bracci & Hyperbold - Pescara Categoria 12 - confezioni di birra • Etichetta d'Oro BIERE DE L'AIR "SANS PAPIERS"Flea Società Agricola S.r.l. - Gualdo Tadino (PG)Info: Servizio Stampa Veronafiere Tel: 045.8298.223 – 210 | E-mail: pressoffice@veronafiere.itTwitter: @pressVRfiere - @VinitalyTasting | Facebook: @veronafiere - @vinitalyofficialWeb: www.vinitaly.com | www.solagrifood.com | www.enolitech.it

Master per Manager delle Aziende del Settore Vitivinicolo

C'è tempo fino all'11 Febbraio 2019 per presentare la domanda di ammissione al master MASV – Alta formazione per Manager delle Aziende del Settore Vitivinicolo. Il Master è organizzato dall'Università degli Studi di Palermo ed è un esempio virtuoso di formazione universitaria: si ripete da quattordici anni e ha un ottimo job placement e career service, potendo fare conto su un network di aziende e partner e professionisti.L'Università degli Studi di Firenze organizza ogni anno un master simile, ma selezioni e iscrizioni si svolgono in periodi antecedenti a questo, perciò immaginiamo studenti che ambiscono a divenire export manager, marketing manager, brand manager, o che vogliono occuparsi di controllo di gestione o di produzione... ma che sono rimasti tagliati fuori dalle selezioni perché non ancora laureati, ad esempio. Immaginiamo quanto sarebbe bello che questi studenti potessero trasferirsi in Sicilia per un'esperienza di formazione e socializzante, quasi un Erasmus del vino. Inoltre, alcune aziende hanno messo a disposizione degli assegni di ricerca, dei premi studio per progetti meritevoli. Anche in questo senso sarebbe bello estendere la possibilità agli studenti toscani brillanti che però non hanno la possibilità economica di frequentare master costosi.Il Master - promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche Aziendali e Statistiche dell’Università di Palermo e coordinato da Sebastiano Torcivia - negli anni ha formato più di 150 corsisti, molti dei quali ricoprono ruoli determinanti in aziende - vitivinicole e del settore agroalimentare - del panorama regionale e nazionale.Il master MASV si pone l'obiettivo di formare studenti orientati a specializzarsi nelle principali aree gestionali: produzione (vigneto e cantina); logistica (supply chain management); marketing & communication (advertising, social media, branding, P.R., packs, enoturismo); commerciale (domestic market; export); amministrazione (controllo di gestione, finanza); strategia (direzione, governance).Il percorso formativo, della durata di un anno, è articolato in lezioni frontali – di cui 50 ore di inglese specialistico con docente madrelingua - testimonianze manageriali, case history, un intenso programma di visite aziendali, partecipazione a importanti fiere ed eventi di settore (Vinitaly, Sicilia en primeur), minicorso di analisi sensoriale e wine tasting, work experience. Il wine business è un settore in fase di espansione, e la filiera richiede figure sempre più specializzate. Il master, facendo riferimento ad un network di aziende partner e di professionisti, facilita l'inserimento in realtà aziendali.Il career service favorisce l'incontro fra studenti e aziende o istituzioni ai fini dell'attivazione dello stage al termine del percorso d'aula.Il master è rivolto a laureati con una forte motivazione a lavorare nella filiera vitivinicola e/o agroalimentare.In collaborazione con le aziende partners sono previsti assegni di ricerca come premi studio per progetti selezionati.Una serie di lezioni aperte alla città sono in programma lungo l'anno accademico presso San Lorenzo Mercato a Palermo: dei talk durante i quali ex corsisti riportano le loro testimoniane aziendali, durante una degustazione delle etichette delle aziende che rappresentano. Il primo appuntamento è per Giovedì 31 Gennaio con le cantine: Tenute Orestiadi, Gibellina; Terre di Gratia – Camporeale; Azienda Agricola Rallo, Marsala.È possibile consultare il bando di ammissione su unipa.it o contattare l'ufficio comunicazione presso: mastermasv@unipa.it - tel +39 091 6816943 - +39 348 5831018.

15 milioni di fatturato per Bortolomiol

Un successo senza eguali, quello della cantina Bortolomiol, nel cuore di Valdobbiadene, che nel 2018 supera i 15 milioni di euro di fatturato, con una crescita pari al +7%.“È stato un anno denso di progetti - racconta Elvira Bortolomiol, Vice Presidente e CEO dell’azienda -, in 365 giorni abbiamo lanciato tre nuovi vini, sfidando ogni previsione, e visitato oltre 25 mercati, raccontando la storia di Giuliano Bortolomiol e della nostra terra ad importatori e wine lover”.Durante lo scorso Vinitaly, infatti, è stato lanciato il Prosecco Superiore extra brut Audax zero.3, presentato poi in tutti i mercati, e la Special Reserve del Bandarossa, storico cavallo di battaglia della collezione. “Abbiamo cercato di valorizzare sempre di più la nostra denominazione - prosegue Elvira -raccontando il valore del fatto a mano e la cura dei vigneti nelle nostre ripide colline. Il 2019 sarà per noi un anno all’insegna della sostenibilità ambientale e del biologico. Ci saranno infatti nuovi progetti che mirano alla salvaguardia dell’ambiente e dei vigneti”.Dallo scorso anno anche in Medio Oriente e nell’area del Sud Africa si brinda con gli spumanti Bortolomiol: soddisfazioni quindi anche dai mercati internazionali, dove l’apertura di nuovi paesi ha confermato il costante successo del Prosecco Superiore e il suo essere cosmopolita e ricercato. In crescita inoltre il fronte interno, dove l’Europa dell’Est ha registrato un incremento del +26% rispetto allo scorso anno.Ma non solo: poco prima della fine dell’anno è stato presentato con grande successo Il Segreto di Giuliano, nuova importante sfida della famiglia, un Sangiovese toscano dall’animo autentico, frutto degli investimenti fatti dalla famiglia in Toscana, che porta la firma di Roberto Cipresso e che ha già conquistato la Grande Mela, dove è stato abbinato ad una creazione dello chef Massimo Bottura.

1.300.000 bottiglie di Alta Langa 2018

Se è Bianco, è da giallo paglierino a oro intenso con aromi che ricordano la frutta bianca e gli agrumi con sentori di crosta di pane. Al palato è armonico, caratterizzato da una delicata sapidità. La versione Rosé ha un colore rosa cipria o più marcato quando è giovane, l’intensità aromatica tipica del Pinot Nero, con profumi che  spaziano dal pompelmo alle spezie, un gusto fruttato, equilibrato, ampio e lungo. Stiamo parlando dell'Alta Langa, lo spumante docg piemontese.La bella vendemmia di quest’estate soddisfa in pieno le aspettative del Consorzio Alta Langa che chiude così in bellezza un anno particolarmente dinamico. “A conclusione del mandato triennale – commenta il presidente del Consorzio Giulio Bava – consegniamo al futuro nuovo consiglio di amministrazione un Alta Langa che ha raggiunto il primo importante obiettivo che si era posto: il superamento del milione di bottiglie. Una crescita seguita con attenzione, con la programmazione dell’aumento dei vigneti e delle aziende produttrici, nel rispetto dei tempi della natura e del lungo affinamento dei vini in bottiglia”.  Intanto prosegue la crescita del vigneto di Alta Langa che raggiungerà i 350 ettari nel prossimo biennio rispetto agli attuali 280 ettari, tra la provincia di Asti (130), quella di Cuneo (130) e quella di Alessandria (20).“L’Alta Langa è un spumante di qualità che non ammette scorciatoie e vede la collaborazione di tutta la filiera produttiva, con i viticoltori in primo piano – prosegue Giulio Bava -. Il prossimo obiettivo è rappresentato dai 3 milioni di bottiglie non appena i 350 ettari saranno completi e in produzione”. L'Alta Langa Docg è lo spumante brut del Piemonte. Una denominazione dalla produzione contenuta, con una storia molto lunga: fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle “Cattedrali Sotterranee” oggi riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco. È fatto di uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi.  L’Alta Langa è esclusivamente millesimato, riporta cioè sempre in etichetta l’anno della vendemmia. Fonte: Consorzio Alta Langa

Prodotti tipici

Formaggi italiani: 7 anniversari d'autore

Nel 2019 non ci sono solo i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, i 50 anni dallo sbarco sulla Luna o i 90 anni dal crollo di Wall Street: quest'anno si festeggiano anche altri anniversari, più gustosi e sorprendenti. Come quelli dei sette formaggi Dop e Igp,  segnalati da Assolatte grazie alla prima banca dati delle risorse culturali locali, realizzata dall’Ismea, che consente di scoprirne la presenza nelle opere d'arte: dai testi antichi ai dipinti, dai documenti storici ai beni architettonici.I 52 formaggi italiani che si fregiano delle indicazioni geografiche ufficiali della Ue rappresentano l’eccellenza della tradizione casearia italiana. Negli ultimi cinque anni i primi dieci prodotti, che rappresentano il 97% dei volumi complessivi, hanno visto aumentare le produzioni del 7% e sono diventati sempre più significativi per l’economia del settore lattiero-caseario italiano.Dai freschissimi (come la Burrata di Andria Igp o lo Squacquerone di Romagna Dop) agli ultra-stagionati (come Grana Padano Dop e Parmigiano Reggiano Dop), dai grandi classici italiani (come il Gorgonzola Dop e il Pecorino Romano Dop) alle specialità per intenditori (come l’Ossolano Dop o la Casciotta di Urbino Dop), i formaggi Dop e Igp testimoniano la grande tradizione italiana nella lavorazione e nella trasformazione del latte, che ha fatto nascere autentici capolavori del gusto, apprezzati e venduti in tutto il mondo, e con una lunga (e spesso curiosa) storia da raccontare. Come questi sette formaggi segnalati da Assolatte, e che festeggiano altrettanti importanti anniversari nel 2019.59 a.C.: FIORE SARDO DopLa tradizione del formaggio pecorino in Sardegna ha radici antichissime. Una delle prime testimonianze risale al 59 a.C. ed è la testimonianza dell’invasione della parte meridionale dell’isola scritta da Diodoro Siculo: “I locali allontanaronsi dai conquistatori e intanati nelle montagne e scavati sotterranei abituri, la vita sostentarono col frutto delle greggia, larga ebbero quindi copia di vitto e il latte e il cacio, diedero loro bastevole nutrimento”.  Nei secoli la produzione e il commercio del pecorino sono andati crescendo. Diverse fonti segnalano che nel XIX secolo il Fiore Sardo era l'unico formaggio a essere conosciuto e venduto sul “continente”, soprattutto grazie ai mercanti napoletani, livornesi e genovesi.879 d.C.: GORGONZOLA DopLa data e il luogo di nascita del Gorgonzola restano un mistero. Tante le ipotesi, tra cui quella secondo cui sarebbe stato fatto per la prima volta nell’anno 879 a Gorgonzola, che ne è rimasta per secoli il maggior centro di produzione e commercio, dove lo si faceva con il latte delle mucche di ritorno dalle malghe od alpeggi. Essendo utilizzato il latte delle mucche “stracche” (stanche) per la transumanza, venne chiamato “stracchino verde” o, semplicemente, “stracchino di Gorgonzola”.1249 d.C.: SPRESSA DELLE GIUDICARIE DopI primi riferimenti storici su questo formaggio, uno dei più antichi prodotti sulle Alpi italiane, si trovano nella Regola di Spinale e Manez del 1249, dove è scritto "...unum pensum casei sani et pulcri sicci de monte (Spinali)" ovvero "un peso di formaggio sano e bello dal monte Spinale".  Nei secoli successivi la Spressa è citata in numerosi documenti, tra gli archivi parrocchiali, come l'Urbario di Don Marini (risalente al 1915-16) in cui la "Spressa da polenta" è citata come formaggio tipico.1349 d.C.: PARMIGIANO REGGIANO DopIl contratto di soccida di due mandrie di vacche del monastero di San Martino a Parma, risalente al 1349, è il primo documento conosciuto relativo alla produzione di questo formaggio. Nello stesso anno Boccaccio citò nel Decamerone il “Parmigiano grattugiato”. Cinquant’anni dopo, un suo seguace, il mercante lucchese Sercambi, scrisse una novella ambientata in una villa di Parma: è il primo scritto in cui si parla della richiesta di pagare un rapporto sessuale con il formaggio locale. Risale, invece, al 1389 la prima testimonianza di vendita del Parmigiano fuori dall’Italia: i pisani infatti lo caricarono sulle loro navi dirette in Francia, Spagna e Nord Africa. Lo sviluppo commerciale e la necessità di tutelarlo portò il Duca di Parma ad ufficializzare la denominazione d'origine e il territorio di produzione con un atto datato 7 agosto 1612.  1789 d.C.: CASATELLA TREVIGIANA DopQueste formaggelle sono citate nel 1789 tra i prodotti agricoli eccellenti locali donati dal doge Ludovico Manin all’arte dei fruttajuoli veneziani. Altre testimonianze scritte che comprovano la presenza della Casatella Trevigiana a Venezia risalgono al XVII secolo, come la satira stampata a Venezia nel 1671, che esalta la “schiettezza del viver primo” dell’entroterra veneziano e parla di alimenti semplici e genuini, e molto prelibati, fatti con latte di vacca, come “recote e formagiele, cibi da licarse i dei…”.  1859 d.C.: RICOTTA DI BUFALA CAMPANA DopIl processo di produzione della ricotta di bufala viene descritto da Achille Bruni, professore della Regia Università di Napoli, nella sua monografia Del latte e dei suoi derivati pubblicata nel 1859 nella Nuova Enciclopedia Agraria: “Munto il latte e versato in tinozza, vi si mette il caglio di capretto; e dopo di essersi rappreso con la spatola di legno si taglia a pezzi grossi. Indi con una cazzuliera di legno si leva il siero che si fa bollire per trarne la ricotta”. Questa tecnica produttiva aveva origini antiche, risalenti almeno al XIV secolo quando le bufale furono introdotte nell'Italia centro-meridionale, e vantava un’apprezzata tradizione. Lo dimostra una delle prime e più autorevoli citazioni della ricotta di bufala, quella fatta da Bartolomeo Scappi, cuoco della corte papale, nel libro di cucina dell’anno 1570.  1899 d.C.: ROBIOLA DI ROCCAVERANO DopIn un manoscritto del 1899, firmato dal sacerdote Pistone, si legge che nel Comune di Roccaverano si tenevano ben cinque fiere annue in cui si vendevano "eccellenti formaggi di Robiole” destinate all’esportazione, ossia vendute sia nell’Italia settentrionale che in Francia; si parla esplicitamente di esportazione perché la Robiola già in quei tempi era un formaggio conosciuto non solo nell'Italia, ma anche in Francia.

Formaggio Asiago in crescita

Riconosciuto dal Rapporto ISMEA-Qualivita 2018 tra i primi quindici prodotti italiani a indicazione geografica per valore alla produzione, il formaggio Asiago dop ha visto, nel 2018, un aumento della produzione per entrambe le tipologie. Asiago dop Stagionato, in particolare, è stato prodotto in 241.331 forme, 10.200 in più rispetto al 2017, pari al +3,8% dal 2017 con un aumento, nell’ultimo biennio, dell’8,8%. A confermare il trend positivo del 2018, la crescita dell’Asiago dop Fresco con 1.340.776 forme prodotte (+0,15% rispetto al 2017) e soprattutto dell’Asiago dop Prodotto della Montagna, prodotto oltre i 600 metri d’altezza in 66.119 forme, che, nel 2018, ha visto un aumento produttivo di oltre il 7% rispetto al 2017.Il positivo risultato del 2018 conferma il percorso virtuoso intrapreso dal Consorzio di tutela che, da un lato, con il piano di crescita programmata, ha adeguato la produzione all’effettiva domanda e favorito la riduzione delle scorte ai minimi storici dal 2013 ad oggi, dall’altro, ha rafforzato l’impegno nella valorizzazione del prodotto. Il 2018, infatti, ha visto il Consorzio di tutela realizzare un articolato progetto di posizionamento che ha coinvolto le principali insegne della GDO e DO ed aumentato la conoscenza del prodotto, della sua storia millenaria e delle sue caratteristiche, con particolare riferimento all’Asiago Stagionato, il tutto accompagnato da un’intensa attività di tutela e promozione in Italia e all’estero coronata dal successo, tra gli altri, in Messico e Giappone, dove la denominazione è oggi riconosciuta e pienamente tutelata nell’ambito degli accordi globali della Ue con i due Paesi.“La dop è un progetto collettivo che tutela la ricchezza del territorio e valorizza la diversità delle produzioni – afferma il Presidente del Consorzio, Fiorenzo Rigoni – e proprio questo aspetto risulterà sempre più strategico. Su questo tema intendiamo apportare il nostro contributo di esperienza anche a Siena, il prossimo 5 febbraio, nell’incontro Kickoff promosso da Qualivita, dove i Consorzi di tutela delle Indicazioni Geografiche si confronteranno per definire una nuova proposta a supporto dello sviluppo del settore. Crediamo che solo la valorizzazione delle produzioni capaci di esaltare la pluralità e diversità di un territorio e dei suoi produttori riuniti intorno ad un Consorzio di tutela sia la strada vincente da percorrere.”

Olio

Gaudenzi impianta in Umbria

Ha finalmente preso il via l’impianto dei nuovi oliveti di proprietà di Andrea e Stefano Gaudenzi nell’azienda acquistata dai due fratelli lo scorso anno nel comune di Spoleto, ai piedi dei Monti Martani. Il primo olivo è stato messo a dimora in presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini, del sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis e del sindaco di Trevi Bernardino Sperandio. I 20 ettari di nuovi oliveti saranno completati a ottobre 2019, e l’impianto è organizzato in tre diverse fasi. La prima, che è appena iniziata, vedrà la messa a dimora di 2.000 piante, 1.400 delle quali di Frantoio e le restanti 600 di Leccino e Leccio del Corno. Seguirà a primavera prossima l’impianto di 1.000 piante di Moraiolo e infine, ad autunno 2019, gli oliveti saranno completati con altre 3.000 piante delle cultivar Sanfelice, Nostrale di Rigali e Dolce Agogia. Gli impianti sono stati progettati dall’agronomo Andrea Sisti del Landscape Office Agronomist di Perugia e presentano soluzioni tecnologiche innovative e del tutto inedite in Italia. Sisti ha infatti studiato le mappe aziendali a partire dal 1955 per poter mettere a punto un progetto che salvaguardi il paesaggio e al contempo consenta una perfetta gestione delle piante con un impatto ambientale ridotto al minimo. Sono stati prima di tutto individuati nove diversi “poderi” dove impiantare le diverse cultivar (tutte tipiche della Dop Umbria) e sono stati studiati i venti per poter orientare i filari degli impollinatori nella giusta posizione. I sesti di impianto sono accordati alle diverse cultivar e ogni podere avrà un proprio profilo organolettico ben definito. I terreni sono stati trattati in modo da garantire un adeguato drenaggio, e si è pensato al recupero delle acque in modo da alimentare un impianto di irrigazione di soccorso. Ma la soluzione tecnologica più innovativa è forse rappresentata dall’impianto ad aria compressa alimentato da energia fotovoltaica che metterà in funzione strumenti come le forbici per la potatura e gli scuotitoi per la raccolta, evitando in tal modo l’ingresso in campo dei trattori. Il professor Maurizio Servili dell’Università di Perugia, che collabora da anni con la famiglia Gaudenzi, nel corso della presentazione del progetto ha voluto sottolineare l’importanza che due giovani abbiano deciso di dedicare la propria vita all’olivicoltura, in un momento in cui l’Italia è purtroppo l’unico paese al mondo dove la produzione di olio extra vergine diminuisce, a fronte di una Spagna che da sola rappresenta il 40% della produzione mondiale di olio. Andrea e Stefano Gaudenzi, di rispettivamente 25 e 29 anni, hanno semplicemente risposto che in frantoio sono nati e non vedevano per loro stessi altro panorama futuro se non quello di dedicarsi all’olio. Insomma, hanno abbracciato con felicità la loro vocazione di figli d’arte, e mamma Rossana e papà Francesco non possono che esserne felici e orgogliosi.

Frantoio Valle del Bisenzio, 200 soci e 30% di olio bio

Il frantoio Valle del Bisenzio ha aperto la stagione 2018 da pochissimi giorni ma già lavora a pieno ritmo. Si frangono una media di 120-140 quintali di olive al giorno. Il prezioso olio valbisentino è una sicura eccellenza: l’annata si conferma ottima sia sul fronte della qualità che su quella della quantità. Si stanno lavorando in particolare le varietà Pendolino e Frantoio, quelle dal sapore più delicato, tra poche settimane tocca a Moraiolo e Leccino che maturano più tardi e hanno un gusto più deciso. A presentare l’attività del frantoio di Sofignano è Doriano Calamai, presidente della cooperativa che gestisce la struttura insieme al sindaco Primo Bosi e all’agronomo Eleonora Gori. Con loro Matteo Bardazzi, agrotecnico e timoniere dell’attività del frantoio. “Un anno con ottime prospettive questo, piante cariche di frutti in maniera omogenea in tutta la Val di Bisenzio e mosca quasi assente (con infestazione all’1%) - hanno detto Calamai e Gori – Anche la resa è soddisfacente e siamo solo all’inizio. La produzione dovrebbe essere circa il doppio di quella dell’anno scorso”. “L’olio è un ottimo testimone di qualità per Vaiano e la valle tutta – ha aggiunto il sindaco – Ci prepariamo ad andare a FICO, il parco agroalimentare di Bologna, dal 23 al 25 novembre, e a Firenze Marathon il 25 novembre con uno stand dedicato all’olio e alla bruschetta”. Intanto il frantoio sta entrando nel periodo di piena attività. Da sabato 27 ottobre, dalle 8 alle 20 con orario continuato, sarà funzionante anche il negozio interno, con olio e prodotti del territorio (ricotta, salumi, salcicce ecc.) e sarà anche possibile, su prenotazione, avere pranzo o cena a base di semplici piatti conditi con l’olio nuovo. Punto di riferimento nell’area pratese La cooperativa raccoglie circa 200 soci. Il frantoio di Sofignano, struttura dalla tecnologia moderna, è un punto di riferimento per la Vallata ma anche per i produttori dell’area di Prato e Montemurlo. L’olio viene lavorato a freddo a una temperatura media di 26 gradi, l’impianto è dotato di un frangitore a dischi rotanti e di un decanter a due fasi che separa la sansa dalla parte liquida che è formata da acqua e olio, successivamente si procede a liberare l’olio dall’acqua. Produzione con certificazione bio Il martedì e il venerdì sono in genere le giornate dedicate alla frangitura biologica. Il 30% dell’intera produzione ha infatti la certificazione bio. Il processo di frangitura e di imbottigliamento è certificato da Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale). Nel territorio della Fattoria di San Gaudenzio La struttura è stata realizzata in un’area che un tempo faceva parte della storica Fattoria di San Gaudenzio. Una recente ricerca condotta dalla Fondazione CDSE rivela che proprio su questo territorio Francesco Buonamici, proprietario della fattoria e membro attivo dell’Accademia dei Georgofili, seguiva con cura tutta speciale la coltivazione olivicola. Vallata antesignana della spremitura a freddoLa Valle del Bisenzio ha una grande tradizione di coltivazione olivicola e produzione olearia, legata sicuramente allo speciale terreno calcareo e sassoso della Calvana. Ma non solo. Il territorio di Vaiano, tra i primi in Toscana e in Italia, ha sperimentato nell’Ottocento la spremitura a freddo. Come hanno rivelato Annalisa Marchi e Cinzia Bartolozzi, in un volume della Fondazione CDSE, Giuseppe Vaj, proprietario della Villa del Mulinaccio e socio dell’Accademia dei Georgofili, fu un vero antesignano in questo campo: sostenne scientificamente e sperimentò con successo la moderna tecnica di lavorazione a freddo dell’olio.

Birra

"Birre" di Maurizio Maestrelli

Arriva nelle librerie, online e tradizionali, "Birre" (Tam Editore), l'ultimo libro del giornalista Maurizio Maestrelli. Trenta brevi racconti che presentano trenta diverse birre che, a modo di vedere dell'autore, hanno fatto la storia di questa bevanda alcolica. Non sono necessariamente le birre preferite da Maestrelli e non ci sono voti o classifiche e nemmeno ricette o abbinamenti. Trenta "pillole" scritte in modo agile, leggero, ogni tanto ironico, ma il più possibile obiettivo. Birre non è un libro su come si fa la birra in casaNon raccoglie ricette alla birraNon prevede recensioni e voti Non racconta nemmeno la storia della birra«Ho voluto piuttosto narrare, in trenta “pillole”, altrettante birre che hanno fatto la storia della birra e ne rappresentano, il più obiettivamente possibile, la sua incredibile ricchezza e diversità»  ha spiegato Maurizio Maestrelli.Con uno stile leggero e agile, a tratti ironico benché fedele alla verità, questi trenta racconti hanno lo scopo di avvicinare il maggior numero possibile di persone alla bevanda alcolica più popolare al mondo.Note dell’Editore:Storia della bevanda miracolosa: in trenta etichette la prova che Dio ci vuole bene. Nel 1933 il Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt pone fine al famigerato Proibizionismo, legalizzando vendita e possesso di alcolici, dichiarando: “Ora possiamo berci una birra”. La prima bevanda della storia a inebriare gli esseri umani è oggi declinata in migliaia di differenti espressioni, ingredienti, tecniche di produzione e, più romanticamente, alla libertà d’espressione di chi la produce. Ma se per qualcuno la birra resta ancora quella bevanda chiara, con la schiuma, moderatamente alcolica e vagamente amara, se è solo acqua mescolata a malto, luppolo e lievito, allora questo libro, scritto dalla più autorevole penna italiana del settore, Maurizio Maestrelli, vi dimostrerà che c’è molto altro da scoprire. Un biglietto d’ingresso in un mondo stupefacente: trenta birre che hanno fatto la storia, trenta sorsi (o qualcosa di più) che cambieranno per sempre la vostra idea del bere.

L'Italian Grape Ale Boccale Divino

Dalla ricerca di sempre nuove espressioni del territorio e della sua storia nasce la birra Iga, Italian Grape Ale, Boccale Divino incontro del mosto d'uva di Sangiovese Usiglian del Vescovo con malto d’orzo e luppoli, tutti coltivati e prodotti esclusivamente in Toscana.  Una sperimentazione nata a partire dai vitigni tradizionali del territorio, dove il Sangiovese offre il suo contributo alla birra ingentilendo i profumi e aumentandone la bevibilità. Boccale Divino è una nuova produzione che declina in nuove modalità il lavoro di un’azienda agricola con oltre mille anni di storia, dedita alla coltivazione biologica, attenta alla sostenibilità ambientale e che ha voluto realizzare una produzione con ingredienti esclusivamente coltivati e prodotti nel territorio di origine.La Golden Ale Usiglian del Vescovo con mosto di uva fin dal primo sguardo appare di un brillante colore dorato intenso, che preannuncia uno scrigno di olfattivo fruttato, inedito e intrigante. Al naso si avvertono note di pesca gialla, miele di acacia, agrumi freschi e mandorla. Basta un sorso per immergersi poi in un gusto nuovo e fascinoso. In bocca la birra conferma le sensazioni olfattive e regala una beva agile, fresca, mai eccessiva, grazie alle trame giustamente acidule apportate dal mosto e una carbonazione mai eccessiva. Il finale è fresco ed erbaceo. Dopo il primo assaggio il palato rimane pulito e inevitabilmente... ve ne chiederà ancora. Da provare con formaggi freschi, insalate di mare e di pollo, crudi di pesce, tartare di carne. Ma veramente ottima anche bevuta da sola a tutte le ore per rinfrescare il palato e dissetarsi. USIGLIAN DEL VESCOVOIl Feudo di Usiglian del Vescovo esiste da dieci secoli ed è situato nelle dolci colline della Valdera, nel comune di Palaia. Un terroir unico nel cuore della Toscana con uno straordinario microclima. La vicinanza del mar Tirreno rende l’ambiente ottimale per la viticoltura con una regolare piovosità, la ventilazione costante ed estati calde ma mitigate dalle escursioni termiche notturne. Le viti godono qui di condizioni particolari che conferiscono ai vini unicità ed eccezionale sapidità e freschezza.

Mangiare

Nuova apertura: Chiancheria Gourmet Roma

Il ‘Chianchiere’ nel dialetto napoletano è il macellaio, inteso non solo come mero venditore di carne, ma come un artigiano del gusto che, partendo dalla materia prima, crea prelibatezze. Non a caso prende il nome di Chiancheria Gourmet Roma il nuovo locale dei sogni per tutti gli amanti della carne che apre in via Ostiense 52, al centro del più dinamico quartiere della Capitale, in continuo fermento enogastronomico. Hamburgeria, Gastronomia e Macelleria sono le tre anime di un format innovativo, capace di offrire al contempo una proposta street food di alta qualità e dei percorsi di degustazione più completi ed elaborati. Ai banchi inoltre, la possibilità di acquistare, in qualsiasi momento della giornata, carne, affettati, latticini, pane, pasta, conserve e tante altre squisitezze, da consumare sul posto o da portare a casa. L’asso nella manica dei tre soci, Salvio Passariello, Marco Passariello e Pasquale Di Muccio, è senza dubbio la filiera unica. La maggior parte del prodotto proviene infatti dagli allevamenti di famiglia di Fattoria Carpineto, storica azienda di Presenzano (in provincia di Caserta), da sempre all’avanguardia nel proprio settore e oggi tra le realtà più importanti dell’intero Centro-Sud. È qui che vengono allevati, nel rispetto del benessere dell’animale, i bovini di razza Podolica e Marchigiana. Alimentazione composta solo da mais, orzo, avena e fieno coltivati in loco e macinati giornalmente (zero medicinali, zero insilati), acqua di fonte, massima attenzione circa la pulizia degli ambienti e l’igiene dell’animale, con un occhio di riguardo per i suoi ‘legami sociali’: sono questi i segreti per una carne di qualità superiore. “L’assenza di ogni tipo di intermediari – sottolineano i tre soci – ci permette di offrire un prodotto eccellente a un incredibile rapporto qualità-prezzo. Raccontare e far capire la storia e la tradizione che c’è dietro una materia prima di così alto livello è il nostro obiettivo. Quella di Roma è una sfida stimolante che affrontiamo come sempre determinati e con grande passione. A parlare sarà poi soprattutto la nostra carne.” Oltre alle varietà allevate in quel di Fattoria Carpineto, la proprietà seleziona in maniera rigorosa alcuni partner fornitori. Conoscenza diretta degli allevatori, visita degli allevamenti, studio dell’alimentazione degli animali, del clima e dei terreni sui quali pascolano: questi gli ‘esami’ da passare. È il caso della realtà di  Massimiliano Gatti che alleva in Umbria il Bisonte Americano (nato in Canada), o di altre piccole aziende che allevano allo stato brado o semibrado razze selvagge come il Bufalo e il Maiale Casertano. A finire nella mani del Chianchiere sono dunque solo prodotti top level. La lista degli hamburger con pane dei Camaldoli è lunga e golosa: si veda l’Hamburger di Vitello Marchigiano 180gr - Fattoria Carpineto con Provola e Friarielli Napoletani, o il Chiancamburger al piatto, in versione Bufalo o Bisonte, rigorosamente battuto al coltello. Tanti i fritti e gli sfizi, dalle Polpette al ragù della nonna al Timballo di Pasta fritto e farcito con carne di Vitello Marchigiano, passando per gli Arrosticini e le Bombette Pugliesi. Il tutto da degustare sul posto o da portar via. Ad arricchire la carta, a pranzo, una proposta giornaliera con primi e secondi piatti in base alla stagionalità e alla fantasia dello chef Raffaele Galasso: non possono mancare la Pasta e Fagioli o una Candela spezzata di Gragnano alla Genovese. Sempre presente una ricca proposta dal mondo vegetale. L’estro dello chef è infine ancor più messo alla prova per chi decide di addentrarsi in suggestivi percorsi degustazione, con pietanze al contempo ricercate e ricche di gusto (sia a pranzo che a cena): ecco il Bun al Vapore con Animella alle Mandorle, Insalata Iceberg e Pomodoro pelato e lo Spaghetto arrostito con spuma d’Uovo e Guanciale croccante, senza dimenticare le diverse versioni di Tartare, Carpacci e Brasati. In alternativa si può sempre scegliere il taglio di carne desiderato dal banco Macelleria per succulente tagliate o bistecche. Le stesse che si possono acquistare per il consumo domestico. Quello della spesa rappresenta infatti un plus importante di Chiancheria, tanto più nell’angolo Gastronomia. Qui si va dal pane caldo di Roscioli alle eccellenze del Salumificio F.lli Billo. Non può mancare la Mozzarella e i formaggi di Bufala Campana del Caseificio Punto Vitale insieme ad altri latticini della tradizione (come il Conciato Romano e il Pecorino Irpino). E poi Pasta di Gragnano del Pastificio Gentile, Lupini Grandi Vairanesi, Peschiole, Papaccelle Napoletane, Colatura di Alici di Cetara e altre golose conserve artigianali (tra le quali figurano diversi presidi Slow Food). Il tutto acquistabile ogni giorno dalle ore 8.00 alle 02.00. Sul fronte beverage, la scelta è ampia e eterogenea. In primis birre artigianali, sia alla spina che in bottiglia, firmate Baladin, Karma e Cask Beer World Top. Di spessore la lista delle bollicine, italiane e francesi, come gli champagne Louis Roederer, Bruno Paillard e Perrier-Jouet. Non sono certo da meno altri grandi vini della Penisola, da Allegrini ad Antinori, con un focus campano che vede, tra gli altri, Galardi, Mastroberardino e Vestini Campagnano. Chiancheria Gourmet Roma è stato realizzato con la consulenza di Vinòforum, azienda leader nella comunicazione e marketing food & beverage, che per l’occasione ha collaborato alla creazione di un format dalle caratteristiche uniche.   Chiancheria Gourmet Roma Via Ostiense, 52 – 00154 Roma www.chiancheria.it – Tel. 06 94890461 - info@chiancheria.it Aperto dal lunedì alla domenica, dalle ore 08.00 alle 02.00

Tavola25: i Jeunes Restaurateurs per i giovani

#Tavola 25 è l’iniziativa pensata per avvicinare i giovani alla cucina d’autore abbattendo la barriera del prezzo. Nel 25° compleanno dell’associazione che riunisce i giovani ristoratori eccellenti è stata lanciata questa attività tesa a consentire a giovani – maggiorenni – fino a 25 anni di godere della grande cucina JRE con un menù di tre portate accompagnato da tre vini Marchesi Antinori, partner dell'associazione, negli abbinamenti curati dai preparati sommelier dei ristoranti JRE, il tutto a 25 euro a testa e fino al 25 marzo. “Molto spesso i giovani commentano con un po’ di distacco le esperienze degli appassionati di fine dining – afferma il presidente JRE Italia Luca Marchini – e si fermano ad una critica sommaria del conto che considerano 'pesante' rispetto ad altre esperienze magari più informali. Con questa iniziativa vogliamo consentire ai più curiosi di loro di rendersi conto di cosa significa dedicarsi un paio d’ore in una Casa dedicata al cibo e al vino: prendersi del tempo, rilassarsi, assaggiare cose eccellenti nel piatto e nel bicchiere, farsi viziare un po’ ad un costo indiscutibilmente accessibile, tenuto conto dei contenuti offerti.” Sul sito appositamente creato https://tavola25.it/ è possibile consultare nomi e indirizzi dei ristoranti aderenti all’iniziativa, oltre a poter seguire l’evoluzione del progetto #tavola25 sui social network. Si può così avere chiara visibilità dei locali e della loro proposta secondo le esigenze geografiche e procedere direttamente alle prenotazioni. JRE è l'associazione internazionale di giovani ristoratori che desiderano condividere il loro talento e passione per il cibo con persone con interessi affini. Gli chef JRE Italia sono 88 e combinano un talento per la gastronomia della più alta qualità con la passione per la cucina europea e per prodotti e tradizioni locali. La loro esperienza in cucina, insieme alla straordinaria atmosfera dei ristoranti, offre un appuntamento davvero incredibile e irrinunciabile. Altre info: https://www.jre.eu/it/italia Facebook: JRE Italia Instagram: jreitalia 

Eno-Tour

Novità per SVS Friuli Venezia Giulia

La Strada del Vino e dei Sapori (SVS) del Friuli Venezia Giulia è nel pieno del suo sviluppo, grazie ai quasi 300 aderenti tra cantine, ristoranti e produttori che dal 2016 hanno sposato il progetto e deciso di sviluppare sul territorio un turismo enogastronomico.Una strada unica, che idealmente collega la costa con l’area montana del Friuli Venezia Giulia, passando per i vigneti e le colline dell’entroterra regionale, e che da quest’anno propone prodotti e servizi su misura per gli appassionati del mondo enologico e agroalimentare come il “Passaporto SVS – My favourite wines”, un calendario di eventi in cantina “Art&Taste” e una nuova guida cartacea che indica posizione, orari di apertura, riferimenti telefonici, costi e servizi offerti da ogni singolo aderente.My favourite wines - Il Passaporto della SVSNegli infopoint PromoTurismoFVG dislocati su tutto il territorio è possibile ritirare gratuitamente il Passaporto della Strada del Vino e Sapori del FVG, un vero e proprio lasciapassare per scoprire il mondo vitivinicolo regionale. Mostrando il passaporto alla cantina che si desidera visitare tra quelle aderenti, il possessore potrà godere della degustazione gratuita di due calici di vino. A ogni visita in cantina verrà apposto un timbro e, dopo averne raccolti tre, tornando in uno degli infopoint si potrà ritirare una bottiglia di vino in omaggio.Art&TasteCon Art&Taste le cantine della SVS diventano insoliti palcoscenici di manifestazioni artistiche. A partire dal 23 febbraio e fino al 14 dicembre 2019, secondo un calendario definito, nelle cantine aderenti all’iniziativa sarà possibile effettuare una visita, degustare tre calici e assistere a eventi unici tra concerti di musica classica, pop o jazz, laboratori artistici (mosaico, scrittura creativa e letteratura) e spettacoli di danza. Il calendario è disponibile su qui.Ski&TasteLa stagione dello sci in Friuli Venezia Giulia è in pieno svolgimento e la promozione Ski&Taste è stata pensata per ingolosire gli sciatori dopo una giornata sulle piste dei sei poli della regione. I possessori di uno skipass plurigiornaliero potranno usufruire, durante il periodo di validità dello stesso, di uno sconto del 10% in alcune strutture della SVS del Friuli Venezia Giulia sull’acquisto di prodotti o sul prezzo di un pasto in uno dei ristoranti della regione. Su www.tastefvg.it è possibile conoscere gli aderenti alla promozione tra ristoranti, cantine vitivinicole, produttori agroalimentari, enoteche e artigiani.Football&TasteCalcio e cucina: una squadra vincente! PromoTurismoFVG e Udinese Calcio hanno pensato agli amanti del pallone e della buona tavola con la promozione Football&Taste. Dopo o prima della partita dell’Udinese alla Dacia Arena, il titolare del biglietto del match e il possessore della tessera del tifoso possono usufruire di uno sconto del 10% in una delle strutture della SVS partecipante all’iniziativa (cantine, ristoranti, birrifici o botteghe artigiane). L’offerta ha una validità di 7 giorni a partire dal giorno antecedente il match allo stadio, non è cumulabile ed è utilizzabile una sola volta per struttura.  

Anche gli americani innamorati del Garda

Il Lago di Garda, la terra del Chiaretto e del Bardolino, del Custosa e del Lugana, è l’unica zona italiana segnalata dalla rivista statunitense Wine Enthusiast tra le dieci destinazioni vinicole al mondo da vedere nel 2019, suggerita per la qualità dei vini prodotti, per la varietà e la bellezza dei paesaggi e per la sua ricchezza storica e culturale.“A parte gli olivi e i limoni, che sono inusuali così a nord - scrive la responsabile per l'Italia Kerin O’Keefe -, la regione è tappezzata dai vigneti ed è patria di alcuni dei classici vini del paese: i rossi del Bardolino, i rosati del Chiaretto e i bianchi Lugana e Custoza”. Dopo aver ricordato che il Bardolino sta per vedere riconosciute tre specifiche sottozone, ossia La Rocca, Montebaldo e Bardolino, capaci di produrre vini di maggiore longevità, Kerin O’Keefe sottolinea che con le stesse uve del Bardolino si produce “uno dei migliori vini rosati d’Italia, il fresco e speziato Chiaretto”. Assieme all’area del Chiaretto e del Bardolino, Wine Enthustiast ha selezionato per gli amanti internazionali del vino altre nove mete, sia realtà enoiche storiche che emergenti, da visitare durante il 2019. Vengono segnalati in Europa il Beaujolais francese,  Salonicco in Grecia, la capitale portoghese Lisbona e la svizzera Lavaux, coi suoi vigneti terrazzati affacciati sul lago di Ginevra. Fuori dai confini europei, invece, vengono proposti i vini californiani della Temecula Valley e quelli della zona di Seattle, nello stato di Washington, la capitale thailandese Bangkok, che è anche una delle città emergenti per l’alta ristorazione, la valle di Maipo, in Cile, e per finire la Tasmania, terra emergente del vino. “L’articolo di Wine Enthusiast - spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio di tutela del Bardolino e del Chiaretto - premia la professionalità e la caparbietà dei nostri viticoltori e dei nostri produttori, che in questi anni hanno intensamente lavorato per rafforzare e rendere percepibili i valori della nostra identità territoriale, l’elemento in grado di creare vera distinzione nell’attuale scenario competitivo del vino. Se questa importante rivista americana ci ha scelto come unica destinazione italiana tra le centinaia possibili, significa che stiamo percorrendo la strada giusta. I nostri vini sono davvero i frutti di un territorio unico al mondo, come ha sottolineato Kerin O’Keefe".